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Il futuro del lavoro

Nuove tecnologie e invecchiamento demografico. Sono queste le nuove sfide che deve affrontare il mondo del lavoro.

Il centenario non rappresenta solo l'occasione per guardare alla storia dell'OIL e alle sue importanti conquiste. Affinché la giustizia sociale resti il faro dall'azione dell'Organizzazione, è necessario che tutti gli attori coinvolti siano veri e propri protagonisti del cambiamento.

Gli ultimi due anni si sono focalizzati su un dibattito, ricco di spunti e contributi, sul tema delle trasformazioni legate ai fenomeni citati. Trasformazioni che coinvolgono lavoratori, aziende e Governi. Il dialogo sociale è, a tutti gli effetti, la chiave per generare opportunità e benessere, facendo sì che nessuno sia lasciato ai margini.

Il dibattito si è strutturato in più fasi. Dal 2016 al 2017, sono stati avviati dei tavoli di confronto a livello nazionale. I contributi elaborati in questa occasione sono stati analizzati dalla "Commissione mondiale per il futuro del lavoro" insediata il 21 agosto 2017 e composta da 27 personalità del mondo imprenditoriale e del lavoro, dai gruppi di riflessione, dalle Università, dai Governi e dalle organizzazioni non governative.

Dopo quattro incontri, il 22 gennaio 2019 è stato presentato il frutto di questo lavoro: Work for a brighter future(Lavoro per un futuro più luminoso), concludendo la seconda fase dell'iniziativaIl rapporto contiene una serie di raccomandazioni incentrate sul rafforzamento delle istituzioni dedicate al lavoro e sull'aumento degli investimenti nel capitale umano, per garantire un lavoro dignitoso e sostenibile.

Tra gli obiettivi auspicati per il prossimo futuro sono indicati:

  • una "Garanzia Universale per i Lavoratori" che protegga i loro diritti fondamentali, fornisca un salario equo, limiti l'orario di lavoro e assicuri la salute e sicurezza sul lavoro;
  • una protezione sociale garantita lungo l'intero arco della vita;
  • un diritto universale all'apprendimento permanente che consenta alle persone di acquisire competenze, riqualificarsi e perfezionarsi;
  • un nuovo sistema di governance internazionale per il lavoro creato dalle piattaforme digitali (gig economy);
  • maggiori investimenti nei servizi pubblici di cura alla persona, nella transizione ecologica e nelle economie rurali;
  • l'attuazione di un piano che miri all'uguaglianza di genere;
  • la riorganizzazione degli incentivi per le imprese in favore di strategie d'investimento di lungo periodo.

"Chiediamo a tutte le parti interessate di assumersi la responsabilità di costruire un futuro del lavoro basato su giustizia ed equità. (…) I paesi devono stabilire strategie nazionali sul futuro del lavoro attraverso il dialogo sociale tra i Governi e le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro", conclude il rapporto.

La terza fase sarà, dunque, fondamentale per capire come tali raccomandazioni possano tradursi concretamente nella vita quotidiana di milioni di lavoratori.

Dopo cento anni, spetta ancora all'OIL la responsabilità di stabilire un'agenda programmatica che veda al centro le persone e i loro bisogni, aiutando gli Stati di tutti i continenti a realizzarla.​